Ci si allenava meglio quando ci si allenava “peggio”


Nel 1901, alla Royal Albert Hall di Londra, si tenne la prima competizione di cultura fisica della storia per volontà di un certo Eugen Sandow:“THE GREAT COMPETITION”

Fino agli anni ’50 le sostanze dopanti furono per lo più oppiacei, cocaina e amfetamine utilizzate soprattutto da pugili e ciclisti professionisti. Gli steroidi e anabolizzanti arrivarono negli anni ’50 da oriente per poi diffondersi negli Stati Uniti e successivamente in tutto il mondo[1]. I culturisti che molto probabilmente non fecero uso di sostanze dopanti si datano dunque dai ’50 andando a ritroso. Tra i primi vincitori del Mister America (https://it.wikipedia.org/wiki/AAU_Mr._America) datati 1939-1950 troviamo personama con l’avvicinarsi degli anni ’80 qualcosa cambiò: la medicina dello sport, la farmacologia e la scienza dello sport si sviluppavano in modo esponenziale, e la fruibilità di alcune sostanze fu più semplice. Il risultato fu che le masse muscolari delle nuove leve del bodybuilding raddoppiarono mentre la loro percentuale di grasso corporeo si dimezzò. Oltre ai fisici, nel tempo cambiarono anche i metodi, i mezzi e i luoghi di allenamento.

I culturisti,salvo qualche raro caso come Franco Columbu, non gareggiarono più nelle gare di forza (nelle quali si specializzarono i primi powerlifters degli anni ’70) ma si dedicarono principalmente alla costruzione del muscolo tramite tutti i mezzi disponibili allora.

Osservando gli allenamenti dei culturisti nelle diverse decadi si vede come la tendenza è stata quella di:

  • abbandonare/diminuire i pesi liberi a favore dei macchinari
  • diminuire le esecuzioni in massima escursione articolare a favore di esecuzioni parziali a ROM (arco di movimento) ridotto
  • Diminuzione delle %di carico a favore di un aumento del numero di ripetizioni
  • Pompaggio muscolare con volumi enormi per ogni muscolo, con recuperi brevissimi a scapito della qualità ggi dai fisici possenti, plastici e proporzionati che non invidiavano nulla alle sculture greche e romane. Bisogna ricordare che molti dei primi culturisti gareggiarono anche nelle gare e prove di forza (Reg Park fu uno dei due uomini che negli anni ’50 completò una distensione su panca piana con 500 libbre ovvero 226kg[2]) e questo significa che i loro allenamenti portarono alla costruzione di un fisico prestante, che fosse tanto forte quanto armonico e possente. Fino ai primi anni ’70 gli atleti ebbero ancora sembianze umane, estetica del movimento.

Palestra degli anni ’60

Questo cambiamento di tendenze si è ripercosso anche nelle palestre più “commerciali” dove molti clienti giudicano la loro futura qualità di allenamento e i possibili risultati dalla presenza di macchinari moderni,  della tale marca blasonata o dal loro design accattivante. Molti soggetti, quando iniziano ad allenarsi con i pesi, hanno voglia di utilizzare da subito volumi impossibili e tecniche ad alta intensità , come se questo li portasse a crescere di più e più velocemente.

Queste persone dovrebbero avere chiaro che emulare gli allenamenti dei moderni campioni di bodybuilding non porta a molti risultati per le seguenti ragioni:

  • se questi atleti sono arrivati così in alto è perché hanno dedicato anni e anni della loro vita in modo praticamente esclusivo a questa disciplina
  • gli atleti di elite di queste discipline (e non solo) hanno potenziali genetici e fisici sopra la media
  • questi soggetti fanno un utilizzo programmato e metodico di farmaci e sostanze dopanti, supervisionati da medici dello sport e da una equipe che li segue costantemente

Capito questo potete abbandonare la logica spiccia del ragionamento “se mi alleno come lui, divento grosso/bello/definito/abbronzato come lui”

Decidere comunque di proseguire con un allenamento simile al loro vuol dire commettere un grave errore perché è proprio nei primi anni che bisogna prestare attenzione allo sviluppo di solide basi di movimento, imparare il controllo dei sovraccarichi e acquisire la massima capacità di reclutamento delle unità motorie.

Se volete emulare qualcuno vi consiglio di farlo con qualche atleta della vecchia scuola, quando il doping era meno preponderante, si dava molta attenzione alle abilità nella gestione dei sovraccarichi e si usavano molto di più i Big Three (panca piana, squat e stacco) anche più volte a settimana (concetto di multifrequenza che sviscererò nel prossimo articolo).

Alcuni dei loro metodi di allenamento sono stati meticolosamente raccolti nell’ e-book  “The secret book of Old School training” di Oreste Maria petrillo e Francesco Schipani.

Propongo di seguito un allenamento molto caro al mitico Reg Park[3], augurandovi buona lettura e buon allenamento…old school ovviamente!

GIORNO A

Back squat 5×5

Chin ups o pull ups 5×5

Dips o distensioni su panca piana 5×5

Lavoro per il polso 2×10

Calf 2×15-20

GIORNO B

Front squat 5×5

Rematore con bilanciere 5×5

Distensioni militari 5×5

Stacchi 3×5 (2 serie di avvicinamento e 1 set allenante)

Lavoro per il polso 2×10

Calf 2×15-20

ogni allenamento alternato su 3 giorni alla settimana (quindi come ABA, BAB)

Bibliografia:

[1] GIADA F., CONTE R., PALATINI P., 1999, Effetti farmacologici e tossicità degli steroidi anabolizzanti, Medicina dello sport, 52/2.

[2] http://en.wikipedia.org/wiki/Reg_Park

[3]The secret Book of “old school training”, O.M. Petrillo e F. Schipani, 2014

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