Lesioni muscolari – Approfondimenti


Abbiamo visto nel precedente articolo (qui) una panoramica generale riguardo la lesione muscolare e la sua grossolana classificazione. Con questo articolo andremo ad approfondire alcune tra le più comuni lesioni di nostro interesse.

LESIONE MUSCOLARE DIRETTA

CONTUSIONE
Trauma causato da un impatto energico contro un corpo esterno con conseguente ematoma diffuso o circoscritto; causa dolore e perdita funzionale. Il dolore è immediato e diventa più intenso all’aumentare dell’ematoma. L’atleta riporta l’insorgenza del dolore in concomitanza del trauma esterno. E’ presente dolore al movimento, gonfiore e versamento ematico, ridotto range di movimento e dolore alla palpazione. Le indagini diagnostiche potrebbero rilevare ematoma di varie dimensioni.
In accordo con Reid (1992), si classificano le lesioni muscolari da trauma diretto, in tre gradi di gravità:
1. lesione muscolare di grado lieve: è consentita oltre la metà dello spettro di movimento;
2. lesione muscolare di grado moderato: è concessa meno della metà, ma più di 1/3 dello spettro di movimento;
3. lesione muscolare di grado severo: è permesso uno spettro di movimento inferiore ad 1/3 del totale
LESIONE MUSCOLARE INDIRETTA
FUNZIONALE – CONTRATTURA

FATIGUE INDUCED MUSCLE DISORDER
Incremento circoscritto di tono muscolare dovuto all’eccessivo Contusione_unconventionalfitesercizio. I sintomi comprendono dolorabilità al movimento e sensazione di eccessiva rigidità e “densità” muscolare, che peggiorano con il proseguo dell’attività. Il dolore può essere presente anche a riposo dopo l’attività. Solitamente il muscolo viene coinvolto per la sua intera lunghezza. Le indagini diagnostiche quali Ecografia e RMN risultano negative.

DELAYED ONSET MUSCOLAR SORESNESS (DOMS)
Dolore muscolare più generalizzato in seguito ad attività coinvolgenti per la maggior parte un lavoro eccentrico. I sintomi assomigliano ad un dolore infiammatorio acuto dove è presente dolore a riposo, specialmente 24/48h dopo l’attività. Solitamente il muscolo si presenta edematoso e rigido, fattore che causa limitazione di mobilità nelle articolazioni oltrepassate dallo stesso. Una contrazione isometrica risveglia il dolore lamentato dal paziente. Il muscolo in questione viene coinvolto per intero. I DOMS vanno intesi come un fisiologico processo di riparazione ad un danno muscolare rivolto al miglioramento funzionale del muscolo stesso nei confronti di un carico esterno costituito dal processo di allenamento.

 

SPINE-RELATED NEUROMUSCOLAR DISORDER
Incremento circoscritto di tono muscolare dovuto a problematiche funzionali o strutturali della colonna, come i muscoli superficiali o profondi della colonna vertebrale. Il muscolo si presenta rigido (aumentata consistenza) e doloroso, con i sintomi che aumentano all’aumentare dell’attività. Alla valutazione è presente inoltre una certa sensibilità cutanea e una reazione difensiva in contrazione alle manovre di stretching muscolare. E’ presente dolore alla palpazione. Ad essere coinvolto è solitamente un fascio di fibre muscolari (ma anche un più ampio gruppo di fibre) lungo l’intera lunghezza del muscolo stesso. L’ecografia e la RMN muscolare risultano negative.
MUSCLE-RELATED NEUROMUSCOLAR DYSORDER (Trigger Point)

contrattura_unconventionalfit“Area localizzata, altamente irritabile, di peculiare dolorabilità in un nodulo di banda tesa, palpabile, di muscolo (scheletrico)” (Travell e Simons, 1993). Ne deriva dolore puntiforme, con associati dolori irradiati distanti dalla lesione e con andamento non dermatomerico ma seguenti la fascia muscolare. La pressione nel punto specifico evoca dolore. Anche in questo caso ecografia e RMN risultano negative.

STRUTTURALE (meglio conosciute come STIRAMENTO o STRAPPO)

Lo stiramento è una lesione il cui livello di gravità è compreso fra quello della contrattura e quello della distrazione muscolare (che si colloca nell’intermedio di stiramento e strappo). Non viene considerato come un infortunio particolarmente grave, è causato da un eccessivo stiramento delle fibre del muscolo. Provoca dolore acuto e delimitato alla sede della lesione e generalmente un successivo spasmo. Gli esami strumentali RMN o ecografia risultano negativi.

 

LESIONE MUSCOLARE PARZIALE MINORE (strappo I grado)
Lesione con diametro massimo minore o uguale ad un fascicolo muscolare. Al momento dell’evento lesivo il dolore si presenta abbastanza acuto e simile a un ago; l’atleta il più delle volte racconta di aver avvertito uno “snap” seguito da un brusco incremento di dolore localizzato. Alla palpazione l’area dolorosa è ben localizzata e solitamente è possibile palpare una defezione strutturale all’interno di una banda tesa e consistente; lo stretching aumenta il sintomo dolore. Le indagine diagnostiche sono positive in RMN, con l’individuazione possibile di ematoma intramuscolare.

LESIONE MUSCOLARE PARZIALE MODERATA (strappo II grado)
Lesione con diametro maggiore di un fascicolo muscolare.strappo_unconventionalfit Al momento del trauma lesivo il dolore viene avvertito molto acuto; l’atleta spesso sente un’audibile “snatch” muscolare con insorgenza immediata di dolore localizzato. Alla palpazione la maggior parte delle volte è possibile avvertire una lacerazione muscolare, quindi un avvallamento. Manovre di allungamento muscolare aggravano il dolore. Come per le lesioni minori, la giunzione mio-tendinea è quella più vulnerabile e maggiormente soggetta a tale tipo di lesione. Esami di RMN ed ecografia sono positive per distruzione di fibre muscolari, è visibile ematoma intramuscolare e lesione della fascia.

LESIONE MUSCOLARE (SUB)TOTALE O AVULSIONE TENDINEA (strappo III grado)
Lesione muscolare coinvolgente l’intero (o quasi) diametro muscolare. In caso di avulsione tendinea il danno è a carico della giunzione osteo-tendinea. Il dolore al momento del trauma è estremamente forte con una netta separazione delle fibre muscolari. L’atleta avverte il “crack” seguito da un acutissimo dolore; spesso si assiste ad una caduta dell’atleta stesso. All’esame clinico è presente un grande “difetto” strutturale del muscolo, ematoma, un gap muscolare palpabile con retrazione delle fibre muscolari, perdita di movimento e funzione. Ancora una volta le zone a maggior rischio per tale tipo di lesione sono le giunzioni mio-tendinee e osteo-tendinee. All’ecografia e RMN è visibile la discontinuità totale o subtotale delle fibre muscolari, retrazione dei capi muscolari, ematoma intermuscolare e lesione della fascia.

Riassumendo Rapidamente:

 

Bibliografia

Armstrong RB. Initial events in exercise induced muscolar injury. Med. Sci. Sport Exerc. 22:429-437, 1991a
Slavotinek JP, Verral GM, Fon GT. Harmstring injury in athlets: using MR imaging measurement to compare extend of muscle injury with amount of time lost from competition. Am J Roentgenol. 179:1621-1628, 2002
Huard J, Li Y, Fu FH. Muscle injury and repair: current trends in research. J Bone Joint Surg Am. 84:822-832, 2002
Newham DJ, Jones DA, Ghosh G, Aurora P. Muscle fatigue and pain after eccentric contractions at long and short lenght. Clinical Science 64:55-62, 1983
V. Mezzogiorno – A. Mezzogiorno “Conpendio Di Anatomia Umana” Piccin
Frank H. Netter “Atlante Di Anatomia Fisiopatologia E Clinica” Vol.8 Apparato Muscolo- Scheletrico Parte III – Traumatologia, Valutazione Clinica E Trattamento” Collezione Ciba
Simeon Neil-Asher “The concinse book of trigger points” – Lotus Publishing and North Atlantic Books, 2005
Travell & Simons – “Myofascial Pain and Disfunction: The Trigger Point Manual” – Wiliams and Wilkins, 1999
G. N. Bisciotti- “Le Lesioni Muscolari: Biologia, Eziologia, Trattamento” – calzetti mariucci editore, 2010

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